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“Verona dedica con orgoglio un monumento ad un campione scaligero che ha saputo distinguersi nella sua specialità a livello mondiale; la scultura è collocata in una via importantissima del centro storico, percorsa quotidianamente da numerosi veronesi e turisti, proprio per ricordare a noi stessi e al mondo la sua figura”
Con queste parole, il 4 dicembre scorso, il sindaco di Verona ha tolto la bandiera tricolore che copriva il monumento a Bruno Ruffo, il grande campione che 60 anni fa si aggiudicava il primo campionato del mondo classe 250 su Moto Guzzi Gambalunghino. Assieme a lui, nel simbolico gesto, il figlio Renzo Ruffo e il mitico Giacomo Agostini che ha voluto rendere omaggio con la sua presenza a un vero signore dello sport italiano. Renzo Ruffo, dopo la scomparsa del padre avvenuta nel 2007, ha dedicato tempo e risorse alla Sua memoria istituendo prima il " Trofeo Bruno Ruffo " in occasione dei 60 anni del Motomondiale, con il Patrocinio di FIM e CONI, al GP d'Italia del Mugello, pubblicando poi un bellissimo libro dal titolo “Cuore e Asfalto” ed ora un monumento che esprime al meglio il concetto di “veloce come il vento”, caratteristica del grande campione. Io ero presente alla cerimonia in rappresentanza del Moto Guzzi World Club e assieme a me c’erano un dirigente della FMI, rappresentanti dell’associazione olimpionici d’Italia e tanti altri sportivi: sono stato quindi testimone privilegiato di tanta affettuosità dedicata ad un uomo che per ciò che ha fatto ha ricevuto persino l'onorificenza di Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Ma ciò che mi preme evidenziare in queste poche righe è anche la figura di Renzo perché e la vera e unica anima del ricordo del padre: uomo di poche parole, schietto e determinato. Pochi si sono accorti di una lacrima asciugata in fretta e fatta passare per l’ennesima goccia di pioggia che ha accompagnato la cerimonia: orgoglioso per le imprese del padre, ma di sicuro anche il padre lo è di lui. Mi ha anticipato che organizzerà un evento importante nella prossima primavera : lasciamolo lavorare tranquillo e prepariamoci per partecipare numerosi. Mario Arosio
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Passione guzzista
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